| Titolo | Siena |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | Siena |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA |
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“L’unico modello vivente di città medievale”, come è stata definita dall’archeologo Bianchi Bandinelli, è la più omogenea delle città toscane, le sue forme attuali sono praticamente identiche a quelle determinatesi nel ‘300, il secolo in cui la sua arte ed economia erano alternative, e concorrenti, a quelle fiorentine. Di origine etrusca e colonia romana, le fortune di Siena nascono quando in epoca longobarda la via Francigena diventa alternativa alle vie consolari facendo crescere nella zona commerci e traffici. Le istituzioni comunali cominciano ad affermarsi all’inizio del XII secolo e la città inizia a espandersi entrando inevitabilmente in conflitto con Firenze che, nel 1145, dominava già Poggibonsi e Montepulciano. Siena diventa uno dei centri del ghibellinismo italiano. Nel 1260, nella battaglia di Montaperti, sconfigge Firenze, ma è un trionfo di breve durata: solo nove anni dopo, a Colle Val d’Elsa, Carlo d’Angiò e i fiorentini la sconfiggono duramente. Nasce così il governo dei Nove, guelfo e alleato di Firenze, che regge la città fino al 1355. E’ il periodo d’oro dei commerci, in cui la città assume l’aspetto attuale con la costruzione della torre del Mangia, del Duomo, interrotto nel 1339 per costruire il Duomo Nuovo, il Battistero, le chiese di S. Domenico e S. Francesco. Ma la peste del 1348 infliggerà un duro colpo alla città dimezzandone quasi la popolazione; nel 1399 Siena si consegna ai Visconti. Alla morte del duca Gian Galeazzo riprendono le lotte intestine. Nel 1487, si impadronisce del potere Pandolfo Petrucci, che governerà fino alla morte (1512). Siena cade sotto la tutela imperiale e, nel 1531, gli spagnoli occupano la città. Ridotta allo stremo, il 17 aprile 1555, la città capitola. Comincia un declino inarrestabile e soltanto con i Lorena conoscerà una ripresa. Nel 1849, viene aperta la ferrovia per Poggibonsi ed Empoli; nel 1849, viene aperta la ferrovia per Poggibonsi ed Empoli; nel 1861, la città si collega a Chiusi e quindi a Roma. Oggi è una città fiorente e un prestigioso centro universitario e culturale.
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